L’osteopatia in ambito sportivo è ormai una realtà affermata da anni e la comparsa di osteopati all’interno dello staff tecnico dei più celebri club di calcio europei ne è la dimostrazione. Che si pratichi uno sport ad alti livelli o che lo si faccia occasionalmente, fare un check-up osteopatico periodicamente è benefico. Indipendentemente dal tipo di sport praticato, l’insidia di un possibile trauma è dietro l’angolo. Ovviamente negli sport da contatto la probabilità di incorrere in traumi acuti è più alta piuttosto che negli sport senza contatto dove magari si presenteranno col tempo problematiche degenerative a livello articolare.

Gli obiettivi del trattamento osteopatico

  • Prevenire sovraccarichi muscolari e/o articolari
  • Ridurre il rischio di infortuni (strappi muscolari, lesioni legamentose, tendiniti…)
  • Migliorare la performance sportiva
  • Assistenza durante le gare
  • Diminuire i tempi di recupero post-infortunio

Per raggiungere questi obiettivi durante il trattamento, come prima cosa ci si assicura che tutte le articolazioni siano libere di muoversi. Lo stesso discorso si applica per la muscolatura, ovvero tutte le catene muscolari devono lavorare sinergicamente senza che nessun muscolo sia insufficiente piuttosto che sovraccarico. Questo si ottiene lavorando sull’elasticità delle strutture, sulle alterazioni posturali e sul bilanciamento delle tensioni mio-fasciali. Una volta eseguiti tutti gli aggiustamenti strutturali per quanto riguarda l’apparato muscolo-scheletrico, l’obiettivo è volto a ripristinare la massima pervietà delle vie di circolazione. Il focus principale è mirato all’aumento della flessibilità delle strutture, all’aumento della reattività muscolare e al miglioramento della propriocezione.

L’importanza delle catene mio-fasciali

Quando tra le catene muscolari si ha un buon equilibrio, il movimento viene espresso in maniera corretta. Invece, con alterazioni delle catene fasciali, il movimento viene espresso su binari “distorti”, risultando più dispendioso energeticamente e richiedendo un maggior lavoro da parte delle strutture muscolari, facilitando la comparsa di traumi o infiammazioni. Queste alterazioni delle catene fasciali possono dipendere da:

  • Condizioni pre-esistenti: pregressi traumi, cicatrici per traumi o interventi chirurgici, alterazioni posturali (piede piatto, scoliosi…), problemi metabolici (cattiva alimentazione)
  • Fattori connessi all’attività sportiva: gesto atletico scorretto, scorretta modalità di allenamento, sovraccarico funzionale

L’osteopata per il principiante

Non è necessario fare parte di squadre professionistiche per ricorrere all’osteopata, ma anzi, sono proprio i dilettanti che ne hanno più bisogno. Già, perché il professionista ha un team che lo segue durante la preparazione al gesto atletico. Al contrario chi pratica sport per passione o per hobby può andare incontro ad infortuni da sovraccarico o per un gesto atletico eseguito scorrettamente per alterazioni posturali pre-esistenti. Questo tipo di infortuni sfocia in dolori acuti, spesso causati dalla ripetizione eccessiva per l’intensità dell’attività sportiva, o dalla ripetizione continua per la frequenza della stessa.

L’osteopata all’interno di uno staff medico professionista

L’osteopata che supporta lo sportivo professionista, qualsiasi sia lo sport, si occupa di mantenere in salute l’atleta per quanto riguarda il sistema mio-fasciale. Tenendo sotto controllo lo sportivo con controlli ripetuti si ha sia un’azione preventiva che di assistenza per migliorare la performance. Indispensabile per mantenere la salute a 360° è la collaborazione tra tutte le figure facenti parte dello staff che segue l’atleta, dall’allenatore al fisioterapista, dal medico al nutrizionista.

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